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SICUREZZA ALIMENTARE, DALLA TEORIA ALLA PRATICA.

COSA SI INTENDE PER “SCUREZZA ALIMENTARE”? 

Il Global Food Safety Initiative (GFSI) ha definito la Cultura della sicurezza alimentare come “insieme di valori condivisi, opinioni e regole che influenzano la mentalità e il comportamento nei confronti della sicurezza alimentare attraverso e all’interno di un’organizzazione”.

La sicurezza alimentare non può prescindere da una corretta applicazione del sistema HACCP.

In questo ultimo anno è stato introdotto il concetto di “cultura della qualità e sicurezza alimentare”, il quale oltre ad essere un requisito dei più alti standard volontari internazionali, diventa cogente con il Regolamento UE 2021/382 del 3 marzo 2021. Questo Regolamento sposta il controllo qualità da una parte principalmente documentale verso una maggiore consapevolezza della qualità intrinseca dei prodotti e dei servizi. Non si richiedono registrazioni di valori in tabelle o produzione di documentazione che nessuno leggerà, si richiede il contributo dei singoli al raggiungimento dell’obiettivo di gruppo quale la sicurezza alimentare.

I punti che caratterizzano il Regolamento sono:

  • Impegno della Direzione: l’OSA dovrà definire gli standard qualitativi da raggiungere e mantenere, l’impronta che intende dare alla sua attività e definire gli obiettivi per il breve e lungo periodo, fornendo oltre che risorse, stimoli e linee guida da seguire.
  • Gli obiettivi posti dalla direzione devono essere condivisi con tutti coloro che contribuiscono al raggiungimento degli stessi; che si tratti di una piccola o grande imprese la condivisione deve passare sia attraverso i singoli che attraverso il gruppo.

Ciascun operatore ha un approccio diverso nei confronti della sicurezza alimentare e questo è dovuto alla propria cultura personale, l’attitudine al rispetto delle regole, alle esperienze pregresse e all’ambiente che lo circonda. Per questo motivo un buon piano che miri al miglioramento continuo dovrebbe prendere in considerazione le peculiarità dei singoli e l’intero sistema che vanno a comporre.

E’ evidente che il ruolo principale lo gioca la Direzione stabilendo la politica aziendale nei confronti della sicurezza alimentare, ma è altrettanto evidente che non è più sufficiente produrre una serie di documenti che rimangono nei rispettivi uffici e non se ne manifesti l’applicazione. Il Regolamento si sposta verso il raggiungimento di una maggiore consapevolezza che ognuno contribuisce a plasmare la qualità intrinseca del servizio fornito e non verso l’accumulo di nuove procedure da archiviare accuratamente. 

COME PRODURRE UN PIANO DI MIGLIORAMENTO?

Innanzi tutto prima di creare un piano di miglioramento è importante capire il punto di partenza in cui si trova l’azienda. Non è semplice ma diventa possibile anche attraverso l’utilizzo di alcuni semplici strumenti quali questionari, interviste al personale o la semplice osservazione durante le normali operazioni quotidiane per individuare le “cattive abitudini” messe in atto “perché è sempre stato fatto così” o soluzioni non idonee a possibili problematiche inattese.

A seguito di questa prima valutazione la Direzione definirà gli obiettivi da raggiungere, se possibile quantificabili e verificabili, nel breve e nel lungo periodo e le attività per raggiugerli. Le attività da mettere in pratica sono infinite, la normativa non pone nessun limite e possiamo spaziare dei modelli della GDO più strutturati e articolati a semplici attività più adatte alle piccole realtà. Citiamo alcuni esempi; qualche grande catena di supermercati ha creato melodie orecchiabili con testi semplici che scadenzano le corrette procedure per svolgere determinate attività lavorative, altre invece sottopongono gli operatori alla visione di video in cui si spiegano in maniera semplice e diretta perché vengono fatte determinate richieste agli operatori e cosa comporterebbe non rispettarle, altri ancora sottopongono la visione e l’ascolto di cattive prassi igieniche fino a attività più semplici come riunioni in cui vengono condivisi princìpi e obiettivi.

Il team di forseco è al fianco di imprese, piccole e grandi, per proporre piani di miglioramento semplici ed efficaci, commisurati alle specifiche realtà.

Il Regolamento riporta che “l’attuazione della cultura della sicurezza alimentare deve tenere conto della natura e delle dimensioni dell’impresa alimentare” che rende l’applicazione sito- specifica; questo non deve portare a trovare la giustificazione per la non applicazione ma deve essere un incentivo per quantificare le risorse e trovare la giusta applicazione per rendere raggiungibili gli obiettivi individuati.

Ti offriamo una videoconsulenza nella quale cercheremo di comprendere meglio quali siano le esigenze quindi le soluzioni adatte alla tua realtà in relazione alle risorse a disposizione.

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