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Parola al medico di pronto soccorso: l’importanza della formazione aziendale.

I dati INAIL riguardanti gli infortuni mortali avvenuti sul luogo di lavoro, ancora oggi, sono sconfortanti. La stampa li definisce “morti bianche” che nella stragrande maggioranza dei casi potevano essere evitate rispettando le normative vigenti come da considerazioni fatte dopo una disamina ex post degli eventi verificati. Da qui si rafforza il vecchio adagio “prevenire è meglio che curare”, sebbene risulti impossibile fattivamente adottare misure preventive universali al fine di evitare questo fenomeno in toto.

   Tuttavia, grazie all’importanza di creare personale formato in termini di prevenzione o di primo trattamento dell’evento infortunistico o del “malore” che può occorrere durante lo svolgimento di attività lavorativa, ha permesso una certa limitazione di evoluzioni negative quoad valitudinem o addirittura quoad vitam. I dati statistici in nostro possesso lo dimostrano, sebbene ancora molto vi sia da lavorare. Da qui, l’enfatizzazione per l’impegno delle strutture di prevenzione e trattamento, o dei corsi di primo soccorso per la prevenzione sia primaria che secondaria di eventi infortunistici o per cause naturali.

   In qualità di medico di emergenza con ventennale esperienza mi sono imbattuto infinite volte nella gestione degli infortuni, trattando casi banali ed altri di maggiore complessità, talora mortali, di tipo traumatico o di tipo non traumatico. Se il percorso di trattamento ha inizio già in loco con l’attuazione di interventi di primo soccorso messi in atto da personale laico adeguatamente formato l’esito dell’evento può avere effetti straordinariamente positivi in termini di inabilità, invalidità e vita come oramai ampiamente dimostrato dalla casistica attualmente reperibile in letteratura.

    Difatti, la gestione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, adottando quanto espresso dalla normativa dell’art.45 D.Lgs. 81/2008, risulta essere progressivamente sempre più incidente nell’ambito di un sistema organizzativo aziendale ed ha permesso di adottare un iniziale trattamento sia in termini di prevenzione, ma anche di trattamento degli infortuni e delle malattie professionali e di primo soccorso aziendale.

   Da ciò espresso emerge che l’attuazione di un sistema efficace di primo soccorso aziendale riveste un’importanza capitale non solo incidendo sull’esito degli infortuni ma anche a strutturare gli ambienti di lavoro quali zone sicure, migliorando talora la percezione del rischio dei lavoratori stessi (aspetto anch’esso sottovalutato ma di estrema importanza).

   La normativa del suddetto decreto, infatti, incide anche sull’obbligo da parte del datore di lavoro della formazione di addetti ed infine sull’organizzazione di un piano d’emergenza. Pertanto, l’attuazione di un sistema di primo soccorso aziendale con conseguente attivazione del sistema di emergenza che deve essere precoce dopo l’evento sta rappresentando uno strumento utile per permettere un buon esito in termini anche di sopravvivenza del lavoratore infortunato. Da qui, l’importanza “vitale” della diffusione una cultura della responsabilità, della formazione del personale laico lavoratore al fine di risparmiare in modo significativo di vite umane, e questo si ottiene soltanto fornendo competenze specifiche a personale formato compiendo manovre di primo intervento, volte ad impedire una possibile progressione negativa dell’infortunato in attesa del Servizio di Emergenza Territoriale.

   L’importanza della prevenzione in termini di esecuzioni di procedure semplici come l’esecuzione di trattamento BLS/BLSD già sul luogo di lavoro offre l’opportunità di risparmiare un gran numero vite umane, come ormai consolidato.

Allora enfatizziamo i corsi di formazione aziendale, finchè la perdita di una sola vita non rappresenti una sconfitta per tutti.

Dott. Franco Lai

Dir. Medico

U.O. Emergenza ed Accettazione Ospedale S. Stefano Prato

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