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Si sa, l’uovo viene dalla gallina, ma la gallina da dove viene?

L’uovo è sempre stato simbolo di vita nuova e metafora della rinascita della natura. Si è inserito nell’alimentazione già ai tempi degli Egizi e grazie alle sue proprietà nutritive ha fin da subito ricoperto un ruolo importante per l’alimentazione dell’uomo. Le uova più consumate sono quelle di gallina per il loro gusto gradevole, per la versatilità nelle loro preparazioni oltre che per il costo ridotto.
Se guardiamo bene le uova (di gallina) che troviamo in commercio ci possiamo rendere facilmente conto di quanto queste possano essere molto diverse le une delle altre.
Le informazioni sono sempre a nostra completa disposizione e le possiamo ricercare sull’etichetta o direttamente sul guscio.
Le uova vengono classificate in tre categorie: A, B e C.

  • Categoria A o “uova fresche”: le uova di questa categoria devono avere una camera d’aria inferiore a 6mm, un albume chiaro, limpido e gelatinoso (se non capisci bene clicca qui e leggi prima questo nostro articolo). Alle uova di categoria A può essere aggiunta la dicitura extra quando presentino particolari caratteristiche di freschezza (camera d’aria inferiore a 4mm) garantite da una frequenza di raccolta maggiore e una più rapida commercializzazione. Tali uova infatti vengono consegnate giornalmente ai centri di imballaggio e possono mantenere la dicitura A extra fino al settimo giorno dalla data di imballaggio o fino al nono giorno dalla deposizione, dopo perdono la qualifica di extra;
  • Categoria B o “uova di seconda qualità” o conservate oltre 28 gg dalla deposizione e lavorate per ovoprodotti;
  • Categoria C o “declassate”, o destinate all’industria.

Le uova della categoria A sono suddivise a loro volta in classi di peso:

    • XL Grandissime: 73 g e più
    • L Grandi: da 63 g a 73 g
    • M Medie: da 53 g a 63 g
    • S Piccole: meno di 53 g

Dal 1°gennaio 2004 tutte le uova devono recare stampato sul guscio un codice che identifica il sistema di allevamento, il produttore e l’allevamento; vediamolo nel dettaglio.
Il primo numero identifica il sistema di allevamento delle galline:

  • 0 – Produzione biologica: gli animali si nutrono esclusivamente di mangimi biologici, principalmente di cereali e mais e hanno a disposizione piccoli stagni e sono presenti anche galli. E’ severamente vietato l’impiego di additivi per favorire la crescita, amminoacidi sintetici, mangimi OGM o farine di pesce.
  • 1 – All’aperto: le galline hanno a disposizione una stalla e uno spazio aperto all’interno dei quali possono muoversi liberamente e ogni animale ha a disposizione 4 m². L’alimentazione è libera e sono quindi ammessi antibiotici, ormoni, mangimi chimici e farine di pesce.
  • 2 – A terra: le galline vengono allevate all’interno di grandi capannoni all’interno dei quali possono muoversi liberamente; i pavimenti dei pollai devono essere cosparsi per almeno un terzo della superficie con granaglie che permettano agli animali di beccare e razzolare. L’alimentazione anche in questo caso è libera.
  • 3 – In gabbia: gli animali vivono in gabbie di fil di ferro alte almeno 40 cm con una superficie di 750 cm² per singola gallina. Ogni animale ha a disposizione delle vaschette per l’acqua ed il mangime su una lunghezza di almeno 10 cm. La luce artificiale viene utilizzata a cicli e non in continuo, in modo tale che l’animale possa riposare dopo ogni periodo di attività e massimizzare la produzione di uova. L’alimentazione è libera.

Troviamo poi una sigla che indica il Paese di produzione delle uova come IT che sta per Italia, ES per Spagna ecc.
I successivi tre numeri si riferiscono al Codice Istat del comune di appartenenza seguito dalla sigla della provincia dell’allevamento es. PO per Prato, FI per Firenze ecc.
Le ultime tre cifre infine indicano il numero progressivo che identifica l’allevamento vero e proprio dal quale provengono le uova.

Prendiamo ad esempio un uovo che ho nel frigorifero che riporta tale codice stampato sul guscio…

 

In questo caso avremmo un uovo di produzione biologica, proveniente dall’Italia, prodotto nel comune di Civitella di Romagna (009), nella provincia di Forlì-Cesena (FO).

Quello che trovo scritto sotto “entro 17/12” invece è la data entro la quale devo consumarlo.

 

 

Ma come faccio a sapere se le uova che sono nel mio frigorifero sono sempre fresche?
Un fattore importante per valutare la freschezza dell’uovo è rappresentato dalla grandezza della camera d’aria che si trova all’interno dell’uovo, in corrispondenza del polo più grande dell’uovo (se non capisci bene clicca qui e leggi prima questo nostro articolo).
Durante la conservazione dell’uovo la camera d’aria continua ad aumentare di volume; per questo motivo i test più semplici ed efficaci di freschezza delle uova si basano sulla misurazione dell’ampiezza della camera d’aria e da questo assunto possiamo verificare la freschezza immergendo l’uovo in un bicchiere d’acqua: le uova molto fresche rimangono sul fondo, quelle di circa 7 giorni rimangono in piedi o leggermente sollevati con la punta verso l’alto, mentre quelle di oltre 21 giorni galleggiano ed è opportuno non consumarle.

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